venerdì 28 febbraio 2025

Un anno e più in cammino da forestieri

 

In queste ore aspettavo l'arrivo del libro "L'ultimo dei Fuasté", storia affiorata sulla strada della vita professionale che non so scindere dal resto. Tutti quegli incontri nelle imprese, quelle sensazioni che non potevo affidare a imperturbabili articoli, mi hanno avvolta fino ad arrivare qui. E ad andare oltre ancora.

Pochi giorni fa a Novara con il Circolo dei Lettori, guidato da Paola Turchelli, un'altra tappa di quelle che hanno reso il viaggio ricco di scoperte. Nel Castello ero già stata per "Chi ha bisogno di Willy" in una sera d'estate.

Sono volati via mondi e pagine anche della mia vita da allora. In un'atmosfera calorosa, mercoledì ho dialogato con lo scrittore Giuseppe Battarino, che aveva già condiviso diverse presentazioni e soprattutto mi ha donato la sua meravigliosa postfazione. Lui e Michele Tronconi, autore della prefazione, sono due pilastri nella costruzione di questo sogno.

Da un anno - e in realtà di più, nella vita - cammino da forestiera: i volti, le espressioni e i begli interventi come quello di Rocco Zoccali a Novara mi hanno offerto spunti e motivazione. Hanno fatto sentire a casa, anche una fuasté.


giovedì 27 febbraio 2025

La farfalla e il mozzicone

 

Si chiama Vanessa, come mi ha ricordato il veterinario oggi. Mi sono accorta di lei solo dopo aver incrociato una presenza spiacevole: quella di un mozzicone. Lei era lì, nel prato, a pochi centimetri e sfuggiva allo sguardo con le ali un poco ripiegate.

Quando mi sono avvicinata, le ha mostrate nella loro meravigliosa completezza. Mi sono interrogata se non potesse più volare e cercando di non arrecarle disturbo, l'ho sfiorata con un filo d'erba: ha compiuto alcuni passi, ma non ha spiccato il volo.

Una farfalla bellissima, tanto ogni particolare entrava nel cuore: che sfumature e quel testolino irresistibile. 

Di solito, mi ricorda la piccola Chiara, ambasciatrice dei suoi messaggi di vita, e anche questa volta è così. Tuttavia, ora quelle macchie arancioni assumono per me un significato ulteriore, la chioma dei piccoli Bibas

Vanessa ha fatto la sua comparsa in questo anticipo illusorio di primavera come altre volte. Quanto vive una farfalla? Pochissimo, lo sappiamo: ci metterà di più quel mozzicone a dissolversi.

Ma il suo pensiero ispira con la bellezza in un giorno di sole precipitoso, oltre i confini del tempo. Ricorda come possiamo essere e che non possiamo, non dobbiamo lasciarci frenare dalla bruttezza più profonda, quella del cuore, che spinge ad atti detestabili, quanto non apertamente orribili. 

Non ti troverò più domani, Vanessa; forse troverò altre tue simili o forse il mozzicone, in attesa degli ultimi lampi di inverno. Starà a me, finché volerò in questo mondo, essere ambasciatrice dei tuoi colori di vita.

martedì 25 febbraio 2025

Tieni il tempo (mica separate alla nascita)

 

Sto cercando invano di impostare passi in Repetto Style, ma tutta la ciurma qui mi insegue: persino tu, mamma. Ti piazzo le cuffie sulla testa e tu ti senti scorrere dentro un ritmo che non ci possiamo permettere, eppure non ci vuole escludere.

A tutti quelli che ci credono fortunate o sciocche, che ci invidiano, che ci compiangono, che ci accusano, che - sinteticamente - non ci conoscono, possiamo nonostante tutto cantare così.

Tieni il tempoCon le gambe e con le maniTieni il tempoNon fermarti fino a domaniTieni il tempo

E che importa se non abbiamo più fiato, se ci reggiamo malamente sulle gambe e le mani tremano, se parliamo senza farci capire o non siamo capaci di ascoltare, se ci diciamo tutto tranne ciò che dovremmo.

Più di tutto: che oltraggio, proprio a me che al tempo non credo. Ma mi tolgo le cuffie e le infilo proprio a te, cantando:

Tieni il tempo.

Basta che tu sorrida. Che l'ultimo cretino che voleva alzare la voce con me, si è zittito forse perché ha visto che tanto tenevo le cuffie. Che quella persona che pensava di calpestarci, ci ha aiutato a risorgere. Che tutte le follie dell'universo ci girano soltanto attorno, ma non riescono a entrare nella nostra anima.

E poi guarda, nonostante tu sia perfetta e indubbiamente bellissima, non sembriamo separate alla nascita?Ah no, nessuno ci ha separate alla nascita.

Tieni il tempo, mamma. 



 

domenica 23 febbraio 2025

Il crimine (di non sorridere) non vincerà

 

Io, metallara dentro, non so come abbia fatto ad approdare qui: più di trent'anni fa, ero sull'altra riva del fiume. Ma in una notte di follia e dopo aver divorato la serie sugli 883, ho fortissimamente voluto essere qui, al teatro Manzoni di Milano, alla corte di Mauro Repetto. E accanto alla mia alleata di tutti i tempi e oltre il tempo, la mia amica Sara

Negli anni di università, apparentemente impegnate a coltivare sogni differenti, ma c'era un Sogno che andava oltre noi stesse e ci univa per sempre.

Stasera mi sono ritagliato un tempo e uno spazio che non avevo: ho pensato fosse l'unica opportunità dopo mesi, e forse l'ultima perché ogni giorno la mia - sempre apparente - libertà si riduce.

Poi, Mauro Repetto non mi trascina solo con la musica che ascoltavo magari più distrattamente da ragazza, ma suonavo con la mia tastiera (e poi mi vai a citare la voce di Bon Jovi, accipicchia). Mi fa pensare a un sogno e la sua prima domanda mi getta nel panico, forse nello sconforto.

Che sogno hai?

Isolando la mia persona dai desideri per il mondo: essere in Scozia, scrivere solo libri, coltivare un orto, anzi coccolare un vigneto, avere la mia mamma per sempre con me in grado di accudirla.

Se intendiamo un sogno da realizzare con le mie mani, be'... mi blocco. Neanche nuotare, posso dire - e l'avrei detto - dopo che la mia spalla è stata fracassata. 

Allora, sono finita?

Mauro, sono finita?

No, arrivi tu dopo un'ondata di canzoni, balli e sorrisi a rassicurarmi. Perché nessuno può uccidere l'uomo ragno, perché supereroi possiamo essere ogni giorno, perché quando non realizzi un sogno hai sempre una possibilità: quella di sorridere ogni giorno, dentro e oltre le tue difficoltà.

Grazie Mauro Repetto, mentre fuggo verso i miei doveri come Cenerentola.

Il crimine (di non sorridere) non vincerà.


giovedì 20 febbraio 2025

Lasciate spazio per i fiori


Davide fulvo di capelli, fu indicato dal Signore al profeta. Davide, che poi abbatté Golia e salvò il suo popolo, costruì, danzò, sbagliò, affidò il suo regno e il futuro dell'umanità.

I vostri capelli fulvi, Ariel e Kfir. Ho pensato: se questi bimbi tornano a casa, chissà cosa faranno da grandi. Saranno musicisti, ingegneri, contadini, insegnanti e chissà cos'altro ancora, sotto lo sguardo grato di mamma e papà. 

Allora, cercando di soffocare un dolore insopprimibile, mi rifugio in "Chiara". Nel film della mia amata santa, ancora una volta mi affido ora a lei o a San Francesco, e non so chi mi abbia chiamata quel primo dicembre 2019 ad Assisi, in cui scoprii anche Carlo Acutis.

Si stanno piantando ortaggi, in questa scena, e Francesco approva con il capo, eppure fa scivolare questa frase: lasciate spazio anche per i fiori.

- I fiori non si mangiano. 

- Ma sono belli.

Riempiono gli occhi e il cuore, i fiori. Magari fulvi, con quella nota che noi abbiamo classificato in arancione per portarvi nelle nostre giornate e nelle nostre speranze in modo inconfondibile.

Non sarete musicisti, ingegneri, contadini, insegnanti o chissà cos'altro ancora, Ariel e Kfir. Sarete fiori, meravigliosi fiori. Guardarvi non ci toglierà le lacrime, perché nello strappare la vostra innocenza è andata irrimediabilmente perduta anche la nostra.

Ma da qualche parte, tra le pieghe di questo dolore, affiorerà anche un sorriso. Quello che vi abbiamo visto negli occhi e sulle labbra, prima che approdassero quei mostri. Quello che nessuno potrà cancellare e che proverà a spronare i nostri cuori a non arrendersi: solo voi potete farlo, fiori sotto la carezza del vento.

sabato 15 febbraio 2025

Finché c'è un uomo che torna sui suoi passi

 

Tu offri fiori al posto delle lacrime: uno scambio tanto generoso quanto silenzioso. Mentre una donna, gravata dal peso dell'amarezza, non sa neanche mormorarti grazie, si apre una porta dalla sacrestia ed esce un signore dalla barba bianca.

La donna davanti alla Madonna delle Rose viene aggredita da un'improvvisa tosse e lui sorride con un gesto gentile che invita la tosse a calmarsi. Si è già allontanato, per l'energia che lo stava proiettando alla prossima tappa di questa giornata, ma ecco che torna sui suoi passi.

Perché si è reso conto che quella tosse non era nulla. Che, piuttosto, quel volto era rigato di lacrime. 

Torna indietro, il signore dalla barba bianca, e non cerca vane parole. Regala una carezza di sguardo e di cuore a quella donna che ha scambiato lacrime con rose ma la sua anima è ancora appesantita da ciò che non riesce a buttare fuori e non sa rimettersi in cammino.

Allora lei lo sente: che è tutto troppo difficile e non sa come farà. Ma forse qualcuno la aiuterà, anche solo un poco. A tutto si può credere, finché c'è un uomo che torna sui suoi passi per consolare una sconosciuta con il volto rigato dalle lacrime. 


giovedì 13 febbraio 2025

Leggero sia il coraggio

 

How many sorrows Do you try to hide In a world of illusion That's covering your mind? Eurythmics

Avanzano sfacciatamente i dissennatori sulla terra che gela e brucia di dolore: straziano di pesantezza il cuore o ciò che ne rimane. 

Avanzano silenziosamente le farfalle che hanno il coraggio di cercare ancora la Vita, che scorgono misteriosi segnali e credono sempre nel miracolo dell'Amore.

Leggero sia il coraggio e voli un poco anche nella mia arida terra.