giovedì 7 marzo 2019

La felicità è donna e può valere due lire

So benissimo con chi potrei prendermela. Con chi realizza volantini per spiegare in che posto devo mettermi io donna. Con chi per festeggiarmi ogni anno mi piazza lì lo sciopero dei mezzi pubblici.

O per chi ritiene che non dovrei parlare di calcio. Parto proprio da qui: tra quanti poi si stracciano le vesti per simili affermazioni, si annidano spesso coloro che non potrebbero trovarsi più d'accordo. Tanto che alla prima occasione invece di trattarti da professionista cercano di nasconderti come una femminuccia. E purtroppo talvolta sono donne.

Dovrei essere furibonda, invece per la festa della donna sarò buona. Con me stessa.

Sono felice. Di non dover realizzare volantini o più moderni post per spiegare dove stare agli altri. Di non pensare che per dire qualcuno che ha dei diritti, devo rendere più difficile al soggetto in questione la possibilità di esercitarli.

Di non fingere di indignarmi all'attacco verso il genere femminile e poi esserne io il primo artefice, ignorando il lavoro di una donna e preoccupandomi di non averne esaltata un'altra in pubblico per la sua bellezza.

Recentemente ho avuto il piacere di essere invitata a parlare dai Lions (club Gorla Valle Olona) delle donne. Pur cosciente di tutta la sofferenza che ancora regna, di quanto siamo trattate da femmine come ai tempi della scuola... Anzi no, perché allora c'erano straordinarie, pari opportunità...

Ecco, ho voluto scegliere come tema la felicità. Perché io sono felice di essere donna. E ho citato eroine, lavoratrici ferite, imprenditrici che vogliono condividere la felicità.

Ma la felicità per me è la bisnonna Serafina. La sua voracità di libri e quel giorno che al teatro dell'oratorio fu fermata dalle suore.

- Serafina, no, costa due lire.

E lei, donna che ricca non era, madre di figli dai nomi arditi come quelli delle eroine di cui leggeva, aprì il borsellino e rispose così, in perfetto italiano: in cosa consistono due lire?

Ecco, io so cosa dire a chi mi tratta non da donna, ma da femminuccia, nel 2019. 

Ci metto del mio, come sempre, e rispondo: in cosa consistono due lire?

mercoledì 6 marzo 2019

Quanto conta una piantina

Damon su Marte, morto ufficialmente, vivo per cercare di sopravvivere. Guardiamo qualche scena, a turno.

Io vedo lui che porge le mani verso una piantina e la saluta: ciao...

Quanto conta una piantina. Tutto, quando è l'unica traccia di vita. Quando non la soffochi di illusioni.

Quanto conta una piantina. Tutto, da Marte alla Terra.

martedì 5 marzo 2019

Un'amica vede sempre più chiaro

Quante cose non c'entrano con te. Te lo ripeti, un po' esasperata di dover ficcare dentro corpi estranei nella borsa della vita.

E poi un'amica dice: certo che c'entri. Mi spiega in modo così razionale che io la ascolto, davvero. Finché mi sussurra: queste tue capacità, sembra tu non le veda, io sì.

Un'amica, vede sempre più chiaro. Perfino io, ora.

lunedì 4 marzo 2019

Io che negli anni Novanta avevo già altro da fare

Negli anni Novanta avevo già moltissimo da fare, cosa di cui sarei tentata di rimproverarmi. Se nella vita non mi fossi già rimproverata abbastanza.

Lavorare, fabbricare una tesi che completasse un cammino folle e impeccabile, amare e compiere solenni cavolate. Non avrei mai dedicato la mia attenzione alla tv, un’eccezione febbrile per Twin Peaks.

Negli anni Novanta avevo altro da fare, che ritrovarmi in Beverly Hills.

Qualche maschio che si crede uomo, scuoterà la testa, di fronte a un disorientamento che si veste di dolore.

Ma io me ne frego, perché sono una donna: ciao Luke... Dylan...

domenica 3 marzo 2019

Easy living - canzone per la notte

Questa strada non è mai stata percossa da un vento così vigoroso, forse. 

E credo di non sentirlo, perché cammino dietro di te.

Vita facile, non perché tutto scorra placidamente. Tutto scorre attorno a noi, avvolti dallo stesso sguardo.

Easy living, Uriah Heep, canzone per la notte 

sabato 2 marzo 2019

Più del silenzio solo

Più del silenzio, amo solo i rumori delle mie piccole creature. Abitudinarie nella loro confusione, una ninna nanna per i pensieri.

E colonne sonore dissolte nell'acqua della pace. Frammenti di filosofia cercati a forza, le poche volte in cui accendo la tv. Canzoni che non hanno bisogno di attraversare l'aria.

Più del silenzio, solo ciò che non può essere definito rumore. Il canto sottile della vita.

venerdì 1 marzo 2019

Non accetto, con il sorriso

Riguardo i tempi in cui accettavo troppo, se non tutto. Appartengono a un'altra vita, non credo a un'altra persona.

Adesso, non accetto. E una cosa che mi rende fiera, è che ciò accade con un sorriso.

Ferma e pronta a offrire una mano, per ritrovarsi o tenersi a distanza. Ma vittima dei veleni, no.

Nel momento in cui dico no, questo non va, la mia mente si è liberata.

Già sto costruendo qualcosa di nuovo, ancora.