A pranzo un amico mi porta il suo nipotino, fresco di terza elementare. Un ragazzino che mastica panino, biscotto gelato e calcio. Tifa Torino, no prego, Napoli.
E quando gli chiedo se sia pronto agli Europei, mi avverte: io non tifo la nazionale, c'è troppa Juventus. Roba da tornare indietro, di fretta, di trent'anni e più. Ai Mondiali della gioia per l'intera penisola, tranne due o tre posticini tra cui il divano di casa mia dove piangevo. Ho già fatto outing da un pezzo, sulla mia predilezione per il Brasile, che mi sono tenuta anche per un paio di competizioni internazionali, temo.
Una delle ragioni, da romanista appassionata, era la stessa del bimbo. E neanche mi attenuava la furia vedere Conti e altri miei idoli.
Tra qualche anno questo bimbo non dico che si pentirà, ma forse cambierà idea. O magari no.
Ma intanto mi ha fatto tornare bambina: potere del calcio, anche così.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
Visualizzazione post con etichetta Nazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nazionale. Mostra tutti i post
sabato 11 giugno 2016
domenica 15 giugno 2014
Bollino azzurro
Non sono una fan di Prandelli e ho più di un giocatore della nazionale che mi sta sul piloro. Già va di lusso che c'è il mio Danny e mi garba l'iniezione granata.
Mi è antipatico quello, non mi va la squadra di quegli altri? Embè, metto un bollino azzurro sulla faccia e riparto.
Non faccio follie per lei, non mi metto a criticare per fare scena, sono devota con garbo dopo il "tradimento" (non rinnegato, rielaborato) di 32 anni fa.
È la mia nazionale di calcio, la sostengo come la nazionale di ogni sport, perché è il mio Paese e quando lo strozzerei è per troppo amore.
Non è un obbligo per tutti, anche se sarebbe generoso non rompere le scatole a chi si gode lo spettacolo. Perché qualche momento di felicità o svago o pazzia è concesso a tutti, perché molti - se non tutti - hanno una vita complicata.
Bollino azzurro, me lo appiccico nella gioia e nel dolore.
Mi è antipatico quello, non mi va la squadra di quegli altri? Embè, metto un bollino azzurro sulla faccia e riparto.
Non faccio follie per lei, non mi metto a criticare per fare scena, sono devota con garbo dopo il "tradimento" (non rinnegato, rielaborato) di 32 anni fa.
È la mia nazionale di calcio, la sostengo come la nazionale di ogni sport, perché è il mio Paese e quando lo strozzerei è per troppo amore.
Non è un obbligo per tutti, anche se sarebbe generoso non rompere le scatole a chi si gode lo spettacolo. Perché qualche momento di felicità o svago o pazzia è concesso a tutti, perché molti - se non tutti - hanno una vita complicata.
Bollino azzurro, me lo appiccico nella gioia e nel dolore.
Iscriviti a:
Post (Atom)