Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta scrivere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrivere. Mostra tutti i post

martedì 19 maggio 2020

Il sogno di una piccola donna

Il primo libro, scivolato tra le mie mani: stampato quando avevo cinque anni e ancora i giochi avevano il sopravvento sulle lettere. La copertina ha resistito alla rilettura costante, tenace quanto le pagine. E che meraviglia quelle figure che comparivano a confermare o sorprendere il mio ritratto personale delle protagoniste.

Da piccola donna avevo diversi sogni e il primo era quello di avere delle sorelle: le trovavo lì, mi ispiravo a Jo, mi lasciavo guidare da Meg, bisticciavo con Amy, tenevo stretta Beth per paura che volare via.

Quella, era un po' la mia famiglia. Poi, facevo scorrere il dito sul nome dell'autrice - Louisa May Alcott - e sulla casa editrice - Mursia - pregustando di divorare altre storie. Presto, di scriverne: infatti cominciavo a sommergere quaderni, finché appresi dalla mamma l'arte della dattilografa e riversai la fantasia su fogli strappati al loro candore.

Come se tutto potesse fondersi, la vita e il sogno; come se io potessi correre avanti, a suon di parole, e diventare adulta. 

Che poi sarebbero tanti anni.

In tre anni chi sa mai quante cose accadranno
Lo diceva Jo in conclusione e io le credevo ciecamente. I miei primi libri sono affiorati, in realtà parecchi anni dopo, uscendo dal cassetto. La spinta decisiva, è arrivata da mio padre perché dovevo terminare il suo libro: un compito troppo solenne perché la mia timidezza potesse prevalere. Undici anni dopo, qualcosa di magico sta per accadere. 

Il mio romanzo, Chi ha bisogno di Willy, pubblicato da Mursia.

Ne parlerò, prestissimo. Per adesso, poso il primo libro della mia vita sullo schermo del computer e rivedo il sogno di una piccola donna. E lo dedico a tutte le donne che hanno osato e anche a quelle che non osano ancora, perché lo facciano presto, al momento giusto.


giovedì 27 dicembre 2018

Dentro questo silenzio, siamo noi

Scrivendo, a volte voglio portare in vita personaggi che non esistono, come se potessero migliorare il mondo che noi deturpiamo.

E più spesso, vorrei riportare in vita coloro che non ci sono più o così pare al nostro sguardo incerto. Anche se sono loro che in vita spesso mi tengono davvero.

Scrivere, per non dimenticare di vivere. Parole che si dissolvono, al desiderio di un abbraccio silenzioso, ancora. Sentire che ti afferrano la mano, vedere uno sguardo avido di vita, cogliere la smorfia che precede una risata o una lacrima.


Dentro questo silenzio, siamo noi, che su questa terra ci muoviamo o da essa siamo passati.

mercoledì 27 dicembre 2017

Rileggere un biglietto

Mettere ordine nel cuore è pericoloso quanto nei cassetti. Affiora un biglietto prezioso, uno di quelli che ho avuto la fortuna di ricevere.

Appartiene a un vecchio gentiluomo, che ora non c'è più. Vecchio non per l'età, perché i suoi anni erano energia e amore. Vecchio perché di un mondo frusciante.

Mi commuove già l'attacco: tempo prima, gli avevo scritto una decisione presa, delicatissima. E lui in queste due fitte pagine, mi racconta quante volte l'abbia riletto, quel messaggio. Quante volte mi ha affidata alla moglie, nelle preghiere, sperando che io avessi fatto la scelta giusta.

Rileggere un biglietto, rileggere una vita. Oggi un sms (accidenti, sono vecchia) o un whatsapp letti frettolosamente, ancora più rapidamente dimenticati.

Rileggere un biglietto, anche scriverlo. Forse può persino salvare la Vita.

giovedì 20 luglio 2017

Scrivere

Scrivere in un cortile gentile con un pc che ti conduce nel mondo o in una stanza profumata con una macchina che ti porta dritto dentro di te.

Scrivere e, è respirare con lo sguardo che vaga per poi ritrovarsi. Silenzi e ticchettii che attraversano epoche.

venerdì 3 giugno 2016

Dialoghi reali - Tu scrivi troppo

- Scrivere non è vivere. Tu scrivi troppo!

- Sì, scrivo troppo. Perché penso troppo.

E forse vivo.

lunedì 8 giugno 2015

Scrivere di ciò che si ama

E' troppo facile scrivere di ciò che si ama. E per questo in realtà, molto più difficile.