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mercoledì 3 gennaio 2018

Notte e dell'amore dei figli

Dell'amore dei figli si parla poco. E' scontato, si dirà: fa notizia quando viene meno. E che differenza c'è allora, con quello dei genitori?

In questi giorni, in queste ore in particolare vorrei dedicargli un pensiero. Forse perché ho visto figli che in silenzio, senza farsi troppo notare, dicono addio ai loro cari, accuditi fino all'ultimo istante e più. E altri lo stanno facendo, ugualmente dietro le quinte, senza proclami. Una carezza, minuti che diventano ore, sacrifici che sono un balsamo.

Perché è giusto, perché è bello, perché un sorriso o anche la sua ombra spazzano via la fatica.

Che cos'è la fatica, quando si tuffa nell'amore.

Dell'amore dei figli si parla così poco. Io vorrei dire loro grazie, stasera.

Notte e dell'amore dei figli.

venerdì 22 settembre 2017

Notte e gli anni della filosofa

Sono arrivati di soppiatto, i novant'anni della mia filosofia preferita. Sì, quella che finge di insegnarmi i trucchi per attraversare più sicura la strada o di sferruzzare nonostante le mie storiche creazioni con i buchi, ma in realtà vuole dirmi altro.

Oggi lei camminava lungo i marciapiedi con le sue borse cariche "dello stretto necessario" e mi è venuto in mente.

- Ma lei, quando compie i novant'anni?

Quasi si schermisce: oggi.

E non c'è festa che tu possa scatenarle addosso, nemmeno offrirle un caffè. Perché lei deve proseguirela strada, con le sue borse cariche dello stretto necessario, deve dare una carezza alla cucciola, fermarsi a prendere il giornale e accendere in chiesa.

Gli anni della filosofa scorrono lungo la strada quotidiana e anche l'autunno si affaccia solo di soppiatto.

Notte e gli anni della filosofa.

sabato 8 novembre 2014

Diventare non vecchia come il maestro

In questi giorni di vano parlare, in questi giorni in cui insomma si cammina sul filo eterno della storia, mi chiedo: ma ho davvero capito cos'ha di speciale il mio maestro? In che cosa voglio essere come lui?

Sì, è colto. E sa usare l'italiano o il dialetto con uguale padronanza: mi sia perdonata la parola "usare", perché lui in realtà li fa vivere. E sa donare gioia. Sa suonare e cantare magicamente. Ti spiega la storia dell'arte. E' un padre e nonno perfetto. Ha un tempra che ti fa prendere una strizza, ma poi ti insegna la via: resistere resistere resistere.

Eppure, se dovessi scegliere, sento che non è questo che vorrei.

Lui non parla mai male di nessuno. Parla di storie da sempre, di tutti, con precisione. Buoni e meno buoni, casinisti e puri di cuore. Tu non cogli reale differenza.

Lui, non l'ho mai sentito parlare male di nessuno. Sarà questa la ricetta dell'eterna giovinezza?

Voglio diventare (non) vecchia come il maestro.