Visualizzazione post con etichetta Ardor. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ardor. Mostra tutti i post

giovedì 17 novembre 2016

Sogno e consegne

Quanti giovani sfilano con i gonfaloni, lo specchio di un mondo di sport e valori per te, Giorgio.

Il parroco parla delle tue consegne da portare avanti. Io incontro un ragazzo che sogna la sua patria, come tu sognavi quel Paese che era anche parte di te. L'Argentina: la sogno anch'io, sfogliando le immagini di mio padre.

E una persona speciale come te, in fondo, ha fatto anche e soprattutto questo: ha abbattuto con dolcezza il confine tra sogno e consegna, tra desiderio e dovere, facendoceli trovare abbracciati. Poche cose sono grandi come questa.






http://neicassettidimalu.blogspot.it/2016/11/tutto-il-tuo-tempo-ciao-giorgio.html

martedì 15 novembre 2016

Notte e si torna a casa

E' un giorno in cui le memorie si accumulano e  il peso. Lo sento, quando incontro un amico con il quale le condivido e il suo dinamismo abituale mi sembra per un attimo appannato.

E' stanco, confessa, dopo mesi durissimi. Durissimi anche perché troppi se ne sono andati. Vorrei aiutarlo, ma mi sento impacciata.

Più tardi ritorno timidamente sulle memorie della giornata. Il professor Enrico Signorelli, ricordato nell'ospedale della mia città. Che cos'era per lui l'ospedale, casa. Il luogo dove presentarsi alle cinque di mattina a operare, dove garantire presenza costante e umana. Anche burbera, certo, e ripenso a quello che mi raccontava con ammirazione e piglio simpatico papà del suo coscritto.

Poi parlano di Giorgio Mutinelli, perché anche lui ha lavorato all'ospedale. Anche stasera con la cucciola ci viene da andare a mormorare una preghiera davanti a casa sua e ci chiediamo se sia già tornato da Parma, dov'era ricoverato. Perché il suo addio sarà qui, a Busto, a casa, tra due giorni. Ma lui è già qui.

Lo capisco, quando leggo un bellissimo articolo di Shadi Cioffi su l'Informazione.
http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1009&id=25523

E' a casa che si vuole stare, quando si è stanchi, perché è a casa che si è dato tutto senza stancarsi mai.

notte e si torna a casa.

lunedì 14 novembre 2016

Tutto il tuo tempo (ciao Giorgio)

Lo so, dovrei ricordare il Giorgio con lo sport nel sangue, con la fiducia nei ragazzi, con la macchina fotografica sempre in azione agli eventi, la gioia del premio alla Pasqua dell'Atleta.

Ma vede, signor Giorgio, io ora vedo altro. Quel signore elegante che anche la cucciola aspettava festosa, per un piccolo tratto insieme.

Piano piano perché bisogna attendere l'altro, come un giorno si spera attenderanno noi. Perché ogni parola consegnata è un tesoro irripetibile.

Quei piccoli percorsi insieme mi sembrano come tutti gli anni in cui ci siamo incontrati, di corsa.

E l'emozione alla parola Ardor o al nome di Angelo Borri. Ancor più quando risuonava il suo nome: Benve. Lei era andata avanti e lui la amava come ogni giorno insieme sulla terra.

Ah sì un'altra ombra di commozione: quando si parlava di Argentina. E sarebbe partito ancora.

Non così lontano però, Giorgio. Non ora.

E io devo ringraziare di ogni piccolo tratto insieme perché mi ha insegnato sempre tante cose.

A partire dal fatto che se si vuole viaggiare, bisogna vincere il dolore e attraversare la strada. E indossare l'abito migliore.

Ci vuole tutto il tuo tempo. E tutto il cuore.