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sabato 18 marzo 2017

Cc cercasi campione

Cc cercasi campione. Questa settimana ho avuto la fortuna - preferisco scrivere, buona sorte, mi suona quasi materna - di incontrarne due. Gioco fuori casa, perché non sono proprio interista e il mondo delle moto l'ho sempre visto riflesso negli occhi di mio padre.

Zanetti e Capirossi, in due contesti così differenti. Il primo in università, a parlare del nuovo corso con i cinesi, ma in fondo lo sguardo torna sempre indietro. Ai primi passi, a quando hai le esitazioni di giovane calciatore e chissà se scompaiono mai veramente. Il secondo in fiera, tra il canto dei motori e le urla festose dei fans: Loris mi colpisce perché non può sfuggire a mezzo tifoso, non vuole. Si ferma alla richiesta di ciascuno, come se contasse solo lui.

Forse, conta solo lui.

E forse essere campioni, al di là dei risultati in campo o in pista, è far sentire magici gli altri o condividere come polvere d'oro un incantesimo che ti sei conquistato, ma non per questo devi esserne meno grato.

Cercasi campione e se guardi bene, dietro ogni angolo puoi incontrarne uno.

giovedì 17 novembre 2016

Sogno e consegne

Quanti giovani sfilano con i gonfaloni, lo specchio di un mondo di sport e valori per te, Giorgio.

Il parroco parla delle tue consegne da portare avanti. Io incontro un ragazzo che sogna la sua patria, come tu sognavi quel Paese che era anche parte di te. L'Argentina: la sogno anch'io, sfogliando le immagini di mio padre.

E una persona speciale come te, in fondo, ha fatto anche e soprattutto questo: ha abbattuto con dolcezza il confine tra sogno e consegna, tra desiderio e dovere, facendoceli trovare abbracciati. Poche cose sono grandi come questa.






http://neicassettidimalu.blogspot.it/2016/11/tutto-il-tuo-tempo-ciao-giorgio.html

martedì 15 novembre 2016

Notte e si torna a casa

E' un giorno in cui le memorie si accumulano e  il peso. Lo sento, quando incontro un amico con il quale le condivido e il suo dinamismo abituale mi sembra per un attimo appannato.

E' stanco, confessa, dopo mesi durissimi. Durissimi anche perché troppi se ne sono andati. Vorrei aiutarlo, ma mi sento impacciata.

Più tardi ritorno timidamente sulle memorie della giornata. Il professor Enrico Signorelli, ricordato nell'ospedale della mia città. Che cos'era per lui l'ospedale, casa. Il luogo dove presentarsi alle cinque di mattina a operare, dove garantire presenza costante e umana. Anche burbera, certo, e ripenso a quello che mi raccontava con ammirazione e piglio simpatico papà del suo coscritto.

Poi parlano di Giorgio Mutinelli, perché anche lui ha lavorato all'ospedale. Anche stasera con la cucciola ci viene da andare a mormorare una preghiera davanti a casa sua e ci chiediamo se sia già tornato da Parma, dov'era ricoverato. Perché il suo addio sarà qui, a Busto, a casa, tra due giorni. Ma lui è già qui.

Lo capisco, quando leggo un bellissimo articolo di Shadi Cioffi su l'Informazione.
http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1009&id=25523

E' a casa che si vuole stare, quando si è stanchi, perché è a casa che si è dato tutto senza stancarsi mai.

notte e si torna a casa.

martedì 11 ottobre 2016

Notte e incontrare i talenti

Questo mese di ottobre è bizzarro. Da una parte non vedo l'ora di chiuderlo in cerca di illusioni di un respiro più pacato. Dall'altra, mi (s)travolge con incontri che mi fanno salire a dismisura il termometro della gratitudine.

Quanti talenti ho ascoltato e vissuto questa sera, durante l'evento "I mastini fanno bene" del Panathlon La Malpensa da Renault Paglini. A tavola la fortuna di poter conoscere due atleti della pallanuoto Bpm Sport Management, Niccolò e Cristiano: il primo è stato anche alle Olimpiadi. Se li spingiamo a raccontare i loro allenamenti, i sacrifici che sostengono, sudiamo freddo. Le loro parole sono intinte nella simpatia e nel rispetto, senza falsità. Compreso il fatto: evviva il fairplay, ma cribbio se incontri fuori dalla piscina il tuo avversario alle Olimpiadi, stai alla larga.

Perché è una questione di testa. Come per Fabrizio Sottile, che ha partecipato alle Paralimpiadi. Ascolterei la sua voce pacata nel dialogo con Giovanni Castiglioni per ore: siamo come siamo, ma la differenza la fa proprio la testa.

Guardo Daniela  Colonna Preti, che con la Polha offre ore preziose ai bambini di difficoltà attraverso il nuoto.

Ma poi devo allargare lo sguardo, a persone che posso nominare e no.

Posso nominare Cinzia, che con la sua bicicletta e il suo ardore sembra poter scalare il mondo. E secondo me, lo fa davvero, non solo con i chilometri dichiarati.

Tanti che conosco, altri che imparo ora a vedere meglio.

Quasi quasi, scoprirò il mio, di talento.

Notte e incontrare i talenti (ti fa scoprire il tuo)

sabato 6 febbraio 2016

Masochismo scozzese

Masochismo è guardare, anche solo sbirciare Scozia-Inghilterra.

E non ricordarsi come è finita, in altri campi. Fare una gran confusione, tra sport, storia e vita.

Che poi, forse, è una gran confusione davvero.

mercoledì 9 settembre 2015

Il gomitolo e l'amore in tutti i tempi

L'amore in tutti i tempi, in tutti i volti. Il libro di Luigi Giavini mi trasmette il desiderio di portarlo con me nelle passeggiate in città e anche nei sentieri sconosciuti.

Per vedere meglio chi conosco, per ritrovare chi non c'è più, per individuare un colore o un calore smarriti in luoghi che pur dovrebbero risultare familiari.

Sono tante le persone che abbraccio in questi Gesti d'Amùi. Rivedo Emidio Cavigioli e gli altri tigrotti che fanno dello sport una fiaba, riapplaudo Delia Cajelli quasi temendo di infrangere la magia del palco o esulto di nuovo perché riapre la libreria.

Ma c'è sempre una poesia che per ciascuno guida le altre e io prendo il gomitolo, il missèl. Imbocco il sentiero perduto (sperdü, la musica) nella memoria dove ogni sasso è il ricordo di ogni istante. Lüsi, che nota d'armonia la luce.

E la auguro a tutti, la auguro al mondo e a ciascuno di noi, a quell'Europa mezz'inciuchìa (mezza sbronza, sentite come addolcisce il pur sferzante dialetto, con un retrogusto di nostalgia) che può risalire così. Con Gesti d'amore.

Grazie Luigi. E Marta.

Gesti d'Amùi, Luigi Giavini, Nomos Edizioni.

domenica 22 giugno 2014

C'è tutto uno sport

Autoassoluzione preliminare: passo per una calciofanatica. Pazza per quello vero, che respiri, non solo attraverso tv, strepitare sul nulla e milioni.  Amo pure i Mondiali, senza pudore, al loro posto giusto.

Ma che magone, leggendo ad esempio il Guardian, la homepage. In alto la sfida in Brasile, nonostante l'esito inglese. Scopro però che l'Inghilterra se la sta cavando bene nel cricket, il rugby mostra i denti, esiste l'automobilismo e leggo un'intervista meravigliosa di tennis.

Con la stessa fierezza, la stessa ferocia stimolatrice, se serve.

C'è tutto uno sport, che merita la nostra homepage.