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domenica 14 gennaio 2018

Tutto sa di libertà

Attorno, tutto sa di libertà. Che sia a Bannockburn o in un campo spogliato di storia. Colori di speranza, stesi senza esagerare, per non illudere fino in fondo.

Al centro dell'attenzione, un angelo mascherato di buia solitudine. Non riesce neanche a fingere di voler mangiare qualcosa, strappandola dalla terra. 

Quando riguardo questa foto, penso alle mascotte degli angeli, a questi corvi che non vogliono troppo farsi notare. A Rimbaud e a Patti Smith. Ai versi creati con una opprimente illuminazione. Alle favole raccontate male, perché tu ci possa credere meglio.

Tutto sa di libertà, quando sei a terra e pensi ancora di poter volare. 



venerdì 19 agosto 2016

Piogge così irresistibili

Ci sono piogge così morbide e irresistibili che mi sembrano create apposta per fondere.

Desideri e paure, nostalgia e sogno, una carezza e un sussulto. 

Più di tutto, i versi di Rimbaud e Verlaine.

lunedì 15 agosto 2016

(Notte e) Preghiera di una creatura per la sera

Ti arrampichi  sull'altare di legno che è la vita e sembri rivolgerti più al lago che alla luna.

Hai compiuto tre anni e mi ostino a chiamarti cucciola, persino quando sei così seria e concentrata. Io penso in una preghiera, che sai dire - non recitare - meglio di me.

Una preghiera della sera, con il sapore di Rimbaud e degli angeli che sbarbava il nonno, o forse più alla Chesterton, con quella "inconsapevole gravità di fanciulla". Con la semplicità di una creatura che troppo spesso l'umano ritiene inferiore e che a volte mi sembra che veda tanto di più.

Anche oltre l'orizzonte tu scruti e scorgi qualcosa che io neanche so immaginare.

Eppure il tuo cuore umile e innamorato manda nei tuoi occhi il messaggio più prezioso: grazie.

Grazie, Signore, che ci hai creati, che ci hai portato qui su paesaggi immensi, che ci hai dato  amore e ci hai insegnato ad amare, anche quando non ci credono. Grazie di ogni creatura, abbracciata da San Francesco.

Grazie anche delle volte in cui ho paura, perché guardo accanto a me e trovo coraggio, nei volti e nelle forme che mi offri tu.

Grazie perché amo, nelle ombre e nelle luci della sera, e quella luna lì mi sembra di poterla toccare. Altrimenti stanotte sognerò di giocarci, ma piano, senza farle male.

lunedì 7 luglio 2014

Il pleut, in tutte le lingue del mondo

Il pleut encore. Aussi doucement, Rimbaud dirait.

Il pleut, la meilleure chanson. It's raining, so cold in your heart. Es regnet: la pioggia è dura e non ha pietà.

Ma piove. Piove, aspro e poi rassegnato.

Un jeux. Eppure tutte le lingue del mondo lo raccontano seriamente, a modo proprio.

sabato 28 settembre 2013

Rimbaud e Marsiglia che tornano

Il mio poeta e la mia città più aspramente desiderata. Quasi avevo soffocato il morbido legame, tra Arthur e Marsiglia. Tengo stretto lui ragazzino e nel riposo, alla sua città natale. A Parigi, ai viaggi d'amore ferito con Verlaine, ai Paesi da conquistare abbandonando la poesia.

Ma è Marsiglia ad attenderlo, il suo cuore incerto, temprato dai mille volti e dagli odori. Arthur arriva con il destino negli occhi, nel corpo, e io vorrei abbracciarlo, ancora. Stringere quella lettera che per me è una delle più belle scritte, nel tormento d'amore: torna.

Arthur et Paul. Chi se ne frega delle polemiche per un piatto di pasta, della bilancia della libertà che si sposta sui cliché e si nutre di reazioni spesso isteriche a un libero pensiero.

Tutte distrazioni dalla vita, dall'amore.

L'amore è anche questo rincorrersi, ferirsi, fuggire e scrivere inesorabilmente: torna. Come la Francia ti sussurrava, Arthur, attendendoti sulle acque di Marsiglia. Perché anche torna, sempre.