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martedì 4 luglio 2017

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte

Mi capita di dover attraversare luoghi bui, dell'umanità e dell'anima, al che mi affido alla faccia di Marsiglia. Non una maschera, bensì i muscoli contratti che ho indossato nel doverla percorrere da sola una notte di tanti anni fa.

Persino il suo profumo sincero ora mi spaventava, il vecchio porto sogghignava, la metropolitana si chiudeva ai miei piedi e alla fermata del bus scoprii che il mezzo non passava: una ragazza si era seduta, solo per sentirsi più tranquilla in mia compagnia.

Ho piagnucolato un poco, come da copione, poi sono partita in quarta e ho viaggiato con il mio passo fin troppo deciso. La faccia di Marsiglia, ho messo, quella per cui ti devi difendere che tu ne abbia bisogno o no.

Ogni tanto la tiro fuori e non è che io superi tutti i pericoli. La indosso, senza tenerla troppo a lungo.

Ma almeno con la faccia di Marsiglia io per un po' vado e un profumo sincero si posa sulla mia risata quando me ne libero.

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte.

mercoledì 3 agosto 2016

Prima che le città si sveglino

Le città che si conoscono in profondità, audacemente e timidamente allo stesso tempo, sono quelle che si sfiorano presto. Prima che si sveglino.

Albe svogliate e dissolute, che si offrono ai primi sguardi. Ne ho collezionate alcune, non per rinchiuderle in un album fotografico, ma per lasciarle correre nel cuore.

L'alba sfacciata di Andros.

L'alba sorpresa di New York.

L'alba odorosa di Marsiglia.

L'alba tersa di Portree, a Skye, con i colori che fanno confusione.

Poche altre si sono concesse e hanno strappato il velo della pigrizia.

Ma prima che le città si sveglino, tu puoi essere già loro.

domenica 11 gennaio 2015

Il vecchio porto e il nuovo corso

Il vecchio porto invaso da una ribellione buona: lo contemplo e mi sembra di risentire il profumo di Marsiglia, dopo tanti anni.

Potrei fuggire nei ricordi sul mare che mi conduce al Castello d'If o attirare nell'anima il tepore del sole sulle spiagge rese così stranamente candide, persino troppo perfette. Io adoro Marsiglia come molti porti: reale, senza necessità di maschere e travestimenti, protetta dallo sguardo della sua basilica e da secoli di storia. Quanti incontri meravigliosi, racconti e la dolce studiosa di Eleonora d'Aquitania.

Eppure non posso negare di avere una memoria che mi rincorre più audace delle altre, in queste ore. Quella già raccontata, al parcheggio dei bus, quando avvenne un borseggio di cui non mi ero accorta. Bastò un grido della donna per scatenare un parapiglia: è vero, noi di solito siamo indifferenti e ben venga una comunità che si indigna e cerca subito di aiutare la vittima.

Ma a questa immagine di solidarietà si sostituisce presto un'altra. Il ladro inseguito, la ferocia che grida negli occhi. Lui, che è un ragazzo, corre verso un bus, sale, implora l'autista di chiudere e di chiamare la polizia per sfuggire alla folla.

Credo sia il passaggio da comunità a branco, il momento che può fare la differenza per ciascuno di noi, in ogni luogo.

Mi incoraggia la folla di Marsiglia che accende le luci della pace e del rispetto. Vorrei che questo fosse il nuovo corso dell'umanità. Vorrei esserne sicura. Anzi, mi basterebbe un brandello di questa speranza.

sabato 28 settembre 2013

Rimbaud e Marsiglia che tornano

Il mio poeta e la mia città più aspramente desiderata. Quasi avevo soffocato il morbido legame, tra Arthur e Marsiglia. Tengo stretto lui ragazzino e nel riposo, alla sua città natale. A Parigi, ai viaggi d'amore ferito con Verlaine, ai Paesi da conquistare abbandonando la poesia.

Ma è Marsiglia ad attenderlo, il suo cuore incerto, temprato dai mille volti e dagli odori. Arthur arriva con il destino negli occhi, nel corpo, e io vorrei abbracciarlo, ancora. Stringere quella lettera che per me è una delle più belle scritte, nel tormento d'amore: torna.

Arthur et Paul. Chi se ne frega delle polemiche per un piatto di pasta, della bilancia della libertà che si sposta sui cliché e si nutre di reazioni spesso isteriche a un libero pensiero.

Tutte distrazioni dalla vita, dall'amore.

L'amore è anche questo rincorrersi, ferirsi, fuggire e scrivere inesorabilmente: torna. Come la Francia ti sussurrava, Arthur, attendendoti sulle acque di Marsiglia. Perché anche torna, sempre.

mercoledì 11 settembre 2013

Puoi sempre toccare il mare

Che cosa ispira lo sguardo dal Castello d'If, aggrappato alle pagine angoscianti dei primi capitoli di Dumas, che sembrano non finire mai?
Che sei affacciato sul mare, e quel mare non puoi toccare. E se cercherai di fuggire, ne sarai soffocato.
Eppure se riesci a proseguire, se leggi tra le sbarre del conte di Montecristo e di ogni libro di vita, ti rendi conto che in qualsiasi condizione
puoi sempre toccare il mare.