L'immagine di un negozio invaso dal mare si posa davanti ai miei occhi, poi accanto all'altra, scattata da me settimana scorsa: quella della spiaggia immersa più nel sole che nell'acqua.
Sembra passato un secolo, non una manciata di giorni, specchio di quei grani di sabbia ancora annoiati d'estate.
E penso che il tempo è un'onda, come la vita, come una gioia o una paura. E non importa se tu sappia nuotare o no, perché tutto ciò che puoi fare è seguirlo: peggio, cercare di correre avanti.
Notte e il tempo è un'onda.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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lunedì 29 ottobre 2018
lunedì 22 ottobre 2018
L'estate, che va al mare
L'estate si rilassa, l'estate va al mare.
Felice della pace e delle sporadiche creature che la accompagnano, si ferma ancora un po'. Un'occhiata complice all'autunno, non un'implorazione.
L'estate si prende il suo tempo e tempo concede ancora. Istanti oppure ore, non importa. Perché se qualcuno ti offre il suo tempo, devi sorridere d'argento come il mare.
domenica 8 luglio 2018
Cosa voglio essere
Mio padre mi ha portato a crescere sul Maggiore e la vita mi ha fatto vagare tra i laghi accarezzandoli con sguardo e pensieri.
Ma sapevo che papà aveva un grande amore: il Garda. Quando ci torno, mi appare tutta la sua complessità, il suo vagare che sfugge ai confini del lago.
E gli voglio bene, perché lo vedo così. Non com'è, bensì come vuole essere. Un lago, che si veste in fretta di mare per realizzare un sogno; poi ci ripensa e sospira: dai, sto qui.
lunedì 19 marzo 2018
Notte e il balcone è meglio della torre
Come in un gioco degli scacchi, io ho scelto sempre la torre. Da piccola e poi da giovincella, non ho mai avuto una passione per gli edifici, se non per uno.
Le torri. Anche mezzo alloggio a disposizione, ma che bello averlo in alto, al riparo da tutti. A dirla tutta, era anche nel biasimevole periodo in cui preferivo la gloria umana dei grattacieli a quella spontanea e senza bramosia di premi della natura.
Questa sera, sbirciando Montalbano, capivo cosa vorrei oggi io. Un balcone, magari sul mare, su uno spazio aperto e pieno di vita. Non dev'essere in alto. non dev'essere immenso: dev'essere e basta. E' lì che si annida la libertà.
Un po' come me, che dell'avere mi importa poco. Ma sto cercando di essere, in qualche modo.
(Arguta Paffuta si è affacciata un attimo e ha precisato: sì, sei fuori come un balcone).
Notte e il balcone è meglio della torre.
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martedì 15 agosto 2017
Un mare di sbarre
C'è una libertà di mare
O un mare di sbarre
Alla fine di fronte persino alle creature più maestose, possiamo fare noi la differenza.
Quello che libera, imprigiona. E ciò che ha rinchiuso, può aiutare a volare.
E qualsiasi cosa decidiamo, specchiarci grati in questo azzurro creato (anche) per noi.
lunedì 24 luglio 2017
Distante non persa
Minuscola e distante, come l'enorme nave che si rimpicciolisce agli sguardi.
Così è la mia anima, specialmente quando incontra il mare dei pensieri.
lunedì 17 luglio 2017
Notte e cassetti in cerca di sirene
Il rumore dei cassetti che si aprono, spesso per me assomiglia al canto del mare. Un canto un po' arruffato, di quelli delle notti di inverno.
Lo ascoltai vent'anni fa e non l'ho più ritrovato. Forse perché dentro c'era la voce dei tuoi pensieri, che mi proteggeva e domava il mare d'inverno.
I miei cassetti forse si muovono, in cerca di sirene tra le tue onde per poter sognare.
Notte e cassetti in cerca di sirene
domenica 5 marzo 2017
L'inverno che si specchia nel mare
Ci sono inverni che non
passano mai, come i mari non sembrano voler cambiare. Ci sono onde che
accendono, come fiamme che alleviano il dolore.
La natura e l’uomo nelle
opere di Annibale Vanetti, incontrati sul finale della mostra
allo Spazio Arte Farioli: "Inverni del mare", la intitola, e io perdo una “v” per
un attimo, la plasmo, vedo tutto l’inferno in quell’acqua che ci fa nascere e
ci trascina a fondo, che ci imprigiona negli incubi e ci libera. So che
Annibale viaggia indietro nel tempo e dal mare torna al fiume Olona, da noi
tanto amato con malinconia, perché solo quelli prima di noi si sono tuffati,
liberi appunto.
L’acqua ci culla ancora,
anche se noi l’abbiamo imputridita. Cerco da bambina di ripercorrere la strada
di quest’artista che mi porta lontano, tanto da farmi guardare dentro me
stessa. Il mare di cui ho paura, come del limite. Il mare in cui sperano in
tanti disperati, che diventa la loro tomba. Il mare d'inverno che ascoltavo avidamente in Francia di notte, nell'ultimo viaggio con papà: un canto più profondo, come per ringraziare l'inverno di specchiarsi in quelle acque.
Eppure c’è sempre speranza,
in questi tratti, in questi colori e in questo incupirsi. Mi resta come
un’ombra un’immagine, legata al bitume che si unisce al canto degli altri
materiali usati. Quella degli uccelli imprigionati dalla nostra crudeltà, non da
quella del mare, mentre di quello strato nero cercano di liberarsi. E quando
esco da questa mostra, sogno che ci riusciranno.
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domenica 29 gennaio 2017
Notte e se ci fosse il mare
Devo tenere basso il volume sullo schermo della follia del mondo, altrimenti impazzisco pure io. Ottusi o crudeli, spesso entrambe le cose; nel fare o commentare, spesso entrambe le cose.
Così penso - perché devo pur afferrare qualche pensiero consolatorio - che vorrei che ci fosse il mare. Se ci fosse il mare, qui a portata di orecchio, ne farei scivolare il canto sopra ogni rumore di odio. Se ci fosse il mare, riuscirei persino a sentire meno dolore.
Notte e se ci fosse il mare.
Così penso - perché devo pur afferrare qualche pensiero consolatorio - che vorrei che ci fosse il mare. Se ci fosse il mare, qui a portata di orecchio, ne farei scivolare il canto sopra ogni rumore di odio. Se ci fosse il mare, riuscirei persino a sentire meno dolore.
Notte e se ci fosse il mare.
martedì 26 luglio 2016
Notte e solo di notte il mare
Solo di notte il mare suona libero dalle nostre parole. Dal nostro cicaleccio di nulla, persino dai termini andati a segno con dolcezza.
Solo di notte si spoglia dei nostri pesi nell'aria e naviga nella sua immensità. Con uno sciacquio di pensieri che giunge fino a noi, se sappiamo tacere anche nel nostro piccolo mare.
Notte e solo di notte il mare.
Solo di notte si spoglia dei nostri pesi nell'aria e naviga nella sua immensità. Con uno sciacquio di pensieri che giunge fino a noi, se sappiamo tacere anche nel nostro piccolo mare.
Notte e solo di notte il mare.
martedì 24 maggio 2016
Tempesta del mare (un giorno avrò il coraggio)
Un giorno avrò il coraggio di ammirarti. Di incontrarti. Di attraversarti, senza trattenere il fiato.
Tempesta del mare.
Tempesta del mare.
mercoledì 11 settembre 2013
Puoi sempre toccare il mare
Che cosa ispira lo sguardo dal Castello d'If, aggrappato alle pagine angoscianti dei primi capitoli di Dumas, che sembrano non finire mai?
Che sei affacciato sul mare, e quel mare non puoi toccare. E se cercherai di fuggire, ne sarai soffocato.
Eppure se riesci a proseguire, se leggi tra le sbarre del conte di Montecristo e di ogni libro di vita, ti rendi conto che in qualsiasi condizione
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