martedì 29 luglio 2014

La felicità è una foto di pace

Cari esseri umani che inveite al vicino di casa o all'automobilista che vi taglia la strada e gridate agli altri di fare la pace, questo post non è per voi.

Voi e le vostre certezze traballanti mi avete aiutato a sentirmi più triste, finché ho deciso di dire basta. Anche perché niente rende più triste rispetto a vedere persone uccise in una guerra. Nelle guerre, anche di tutte le altre di cui vi frega poco, perché non potete aderire a un fan club o detestare.

Queste sono le ultime emozioni che vi dedico, perché stringo una foto tra le mani. Io, l'unico pensiero voglio dedicarlo a mia sorella e ai nostri figli. I nostri ragazzi di ogni religione, che sfidando l'odio sono tornati in Italia a raccontare cosa sono i giovani israeliani: ebrei, musulmani, cristiani.  Cosa sono tutti i giovani.

Angelica, questa in realtà è una lettera aperta a te e ai ragazzi di Beresheet. Come posso dire a voi che  sto soffrendo, per la morte e la distruzione, le minacce che non si fermano mai?


Condivido ogni messaggio di pace, come di ogni fiera consapevolezza di Angi. Quando la vedo che si infervora, penso a quella stupenda giornata del pane condiviso con la nostra sorella palestinese Samar.

Angi, ti dico, sono triste. Bella consolatrice, sono. E tu via whatsapp mi mandi il tuo sorriso, tu mi conforti. Poi mi mandi una foto, dei ragazzi della mondialità sul pullman verso Malpensa.

Israeliani, palestinesi, egiziani.

Tanti altri pontificano al sicuro, giudicano e quindi uccidono.


Voi amate. E quella fotografia mi fa credere che siete più forti di tutto e che forti di amore ci renderete.

Grazie, toda.

Shalom, salam.

1 commento:

  1. Bella Mari! quanta forza dobbiamo avere per affrontare tutto questo! E tu hai scoperto la fonte di quelle energie! Scrivere e raccontarci quanto ti ha fatto bene vedere che e' possibile....

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