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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 23 febbraio 2020

Seguendo il suo corso

Ci siamo lasciati alle spalle una città fredda d’agosto, tracce di fermento controvoglia.

Lombardia, sempre in movimento, di corsa, febbrile, feroce, poche volte festosa. Dove sei. Lombardia. Italia. Mondo.

Ti, vi trovo qui, al cospetto del mio fiume, l’Olona che sbircia tra i boschi, i prati, i capannoni vivi e quelli addormentati. Pochi passaggi umani, le altre creature che sussurrano.

Che ne sa il fiume dell’emergenza coronavirus. Segue il suo corso, per natura e non abitudine, e offre lampi di pace a chi li cerca. 

Così distante da noi, così simile.

Ciascuno di noi, seguendo il suo corso, si può allontanare dal rumore e dalle paure. E offrire lampi di pace a chi li cerca.

venerdì 12 aprile 2019

Quella strana pace lì

È scivolato via un altro tassello della vita.

In una cabina delle foto, un uomo accarezza il volto di una donna, ricoperto di lacrime.

Milano ha un gran bisogno di alzare il volume. Forse persino anch'io.

Eppure quando esco, non sono abbagliata da luci e rumori. Forse, fuori sta accadendo di tutto, ma io ho una strana pace dentro.

Quella strana pace lì, che dovrebbe risiedere altrove; invece riposa nelle mie agitare acque.

sabato 19 maggio 2018

Il balsamo discreto dell'amicizia

Ci sono giorni intrappolati dai guai, quanto dalle opportunità, che devono trovare un'isola. Un luogo in cui non rifugiarsi, ma osservare meglio tutto ciò che accade laggiù in città.

Ed ecco che mentre ascolto rogne di casa nostra, digerisco piccole malignità, sento le voci felici dalla Cina nel raccontare un progetto, brilla un numero sul display tra una telefonata e un'altra.

- Sono Angelica, sto ripartendo dall'Italia e ti volevo salutare.

Angi che fa mille cose, una più importante dell'altra, che affronta rogne enormi lontano e vicino, che digerisce con quel suo sorriso magnifico le malignità di un mondo che grida solo sotto la luce deviata dei riflettori, che semina la pace giorno dopo giorno con i suoi ragazzi di Israele, trova un minuto, magico e indissolubile, per chiamare me.

Questa foto, di felicità pura, risale a tre anni fa, in occasione di Expo. Ma mi accorgo solo ora che ci conosciamo da quasi vent'anni. Che nessuno ci ha mai scattato una foto nel momento incredibile in cui ci siamo incontrate. E per forza, perché in realtà ci eravamo incontrate già prima, grazie alle righe da lei tracciate.

Non tengo questa telefonata per me, perché vorrei gridare a tutto il mondo non solo la mia felicità per quest'amicizia, ma l'ammirazione ancora una volta per questa donna, la sua famiglia, il suo popolo, ciascuno dei ragazzi che ho incontrato con le loro fedi capaci di unirsi in una sola, pacifica sfida.  

Il balsamo discreto dell'amicizia, che non ha bisogno di riversarsi ogni giorno con un grido. Ma si colora di un minuto magico e indissolubile, come sa essere l'umanità.

lunedì 5 marzo 2018

Notte e tutta questa pace (più forte di me)

Anche oggi ho attraversato la stanchezza a braccetto con i dubbi e troppe ombre di dolore. Mi sono chiesta se la strada fosse giusta e nel domandarmelo mi sono anche persa.

Anche oggi ho dovuto fare scelte e tralasciare qualcosa di importante.

Sono inciampata nelle storie e in loro mi sono rialzata. Ho tenuta spenta la tv e ho sbadigliato su alcuni titoli, che non cambiano niente delle nostre vite. Neanche le peggiorano, figurarsi.

Chissà da dove viene questa pace che sento dentro. Così fragile, eppure più forte di me. Quasi quasi, provo a tenermela.

Notte e tutta questa pace (più forte di me)

venerdì 16 febbraio 2018

Notte e quel momento lì

Di rincorsa su ore, mezzi e coincidenze, scendi infine nel principio di notte. E mai nessuno ti è parso così benevolo.

Il passo rallenta, come il ritmo del cuore, sotto un cielo malmostoso di foschia. Eppure non te n'è mai apparso uno più simpatico. E' il momento in cui avverti una pace dolcemente maestosa, tra mura e vie familiari. Il momento che ti conduce a casa, quello che ti conduce alla tua natura.

Quel momento lì, che non potresti descrivere, ma che resta abbracciato al tuo cuore.

Notte e quel momento lì.

domenica 24 settembre 2017

C'è ancora pace

C'è ancora pace. Quel velo di arrendevolezza che celebra l'estate, si posa tra le montagne. E se lo sguardo si alza, si colora di un sorriso più audace.

C'è ancora pace sulla terra e scorre nell'acqua silenziosa, negli occhi che si sanno stupire, in un gesto di tenerezza che non si fa notare, in una risata leggera, mai sciocca, in un sentiero che procede con dolcezza.

Mi meraviglio, persino, di tanta pace e la spingo avanti nel viaggio della vita.

martedì 9 maggio 2017

Notte e tutto torna (don Giovanni)

Questa sera Mozart mi trasporta in un'altra vita. Vent'anni indietro, per la precisione. Ho respirato la morte e sono viva, nonostante le cicatrici: penso che la vita, la sbranerò lo stesso, ma adesso fa ancora male.

Sono una rocker maldestra che coltiva qualche certezza: tipo, musica classica stammi lontana; la lirica, non la considero.

Poi arrivo a Salisburgo. Sto ancora soffrendo, ma sorrido. Mi percuote, come uno schiaffo buono, la musica e mi metto a comprare cassette e cd di opere. Mozart e Puccini, soprattutto. Improvvisamente, ho un desiderio: ascoltare, vivere il "Don Giovanni". In Austria non riesco, ma porto la buona novella a mio padre, che si stupisce. 

Come il nonno Giannino. Riprendo in mano i suoi libretti, di Rossini, Boito, qualche Verdi. Lui scrive con la matita e grafia elegante il proprio nome a vergare l'unico patrimonio che conti su questa terra. La musica, di tutti.

Devo ascoltare e vivere il Don Giovanni, ma per una serie di coincidenze non riesco. Solo stasera, con gente bella e innamorata della lirica senza tirarsela. Alla Scala, dove il nonno sgattaiolava appena poteva, quando finiva il lavoro. E' strano, ho sempre puntato sguardo e orecchie su Don Giovanni, Leporello, aspettavo per ore l'epilogo da brivido. Invece stasera mi devia l'attenzione Ottavio, uomo innamorato:

Dalla sua pace
la mia dipende;
quel che a lei piace
vita mi rende,
quel che le incresce
morte mi dà….


Sento che tutto torna, anche la pace. Vent'anni dopo, nonno, sono qui. Ma da te e alla vita ero tornata da molto tempo.

Notte e tutto torna (don Giovanni) 

domenica 11 dicembre 2016

La signora della pace

Mi affascina il viaggio di questa donna dai capelli imbiancati, che lentamente risale la chiesa per dare la pace a tutti.

Con una dolce ostinazione che verrebbe da chiamare antica. E correggo il tiro, quando la vedo fuori, sul viale, ad accendersi una sigaretta.

Forse eterno.

giovedì 8 dicembre 2016

C'è ancora pace

Nella notte che solleva il velo, nelle grotte che troviamo, illuminiamo o lasciamo abbandonate, nei primi timori, nei primi desideri, nel primo saluto borbottato oltre il gelo.

C'è ancora pace. Sfacciata o più spesso con abiti dimessi: se non fosse che le sfugge un sorriso, non la riconosceresti.

C'è ancora pace, persino nei cuori.

venerdì 30 settembre 2016

Notte e quello che resta (moderator Shimon Peres)

Ciao magone di inizio autunno. Sistemo delle carte e spunta fuori il programma del Forum Ambrosetti.

Moderatore, Shimon Peres. Innovazione, giovani, futuro, speranza. Fossero parole, non ci farei troppo caso, nemmeno ora.

Ma rivedo Peres mentre esce in veranda a Villa d'Este, pranza e dialoga proprio con loro, con i giovani. Io vorrei chiedergli una sigla (mi vergogno a chiamarlo autografo), un cenno garbato della sua presenza sul libro della amica israeliana innamorata della  pace. Veramente eh, non come quelli che pontificano dalla calma delle mie valli.

Invece, lo scordo a casa. E mica posso chiedergli di firmare un foglio qualsiasi. La mia collega si rammarica di questa dimenticanza e anch'io per un po'.

Ma forse sono contenta. Perché bisogna abbracciare l'intangibile per rendersi conto dell'importanza di qualcuno, a volte.

Perché Peres è racchiuso in quella parola neutrale, in un dibattito.

Perché i due leader, israeliano e palestinese, si sono stretti la mano al suo funerale. E saranno tutte finzioni, ma io sono così pazza da credere che qualcosa possa cambiare.

Non si dice pazza. Si scrive ottimismo, anche quando fa un male cane.

Quello che resta non è una firma frettolosa, al cospetto di un lago da lui amato, ma la sua presenza più vera.

Shimon Peres, moderator.

Notte e quello che resta.

mercoledì 28 settembre 2016

Ciao Shimon

E questo futuro, ora, dovremmo dipingerlo noi.

A me trema la mano. Ma ci sarà un modo, non dico di renderla salda, di tracciare comunque impacciate linee.

Ciao Shimon e grazie per l'uomo straordinario che sei stato. Come leggo in un post, ottimista ma non illuso.

La pace sembra proprio impossibile, a partire dai nostri cuori. Per questo dobbiamo crederci, come te.

martedì 6 settembre 2016

Notte e senza farsi notare

Succede che mi scavo una tana nel buio, un luogo dove non sfuggo alla paura.

Come una stella fuori mano o un animaletto indeciso se appartenere al giorno o alla notte. Non mi faccio notare e respiro quest'aria strana, che quasi si conficca nei polmoni ma senza dolore. Quando ho respirato a fondo, capisco che sto guardando molto meglio. Non tutto ciò che vedo, mi rende felice. Eppure già solo questa libertà di notare mi solletica lo spirito.

Non vi aggiungo parole, lo sguardo già ha un suo linguaggio.

Notte e senza farsi notare (noto meglio)

mercoledì 27 luglio 2016

Un povero prete

Piangevo: perché accanirsi contro un povero prete. Così anziano, in apparenza talmente fragile.

E cercando una risposta, piangevo: forse perché era più forte di loro, miserie umane. Silenzioso e innamorato di Dio e della sua più lucente creatura: la pace.

E in pace riposa.

giovedì 14 luglio 2016

Notte e non posso pensare (che) a Nizza

- Papà, che rumore meraviglioso, il mare qui a Saint-Raphaël.

- E presto saremo a Nizza.

Nizza, è una promessa, perché ci hai trascorso la luna di miele con la mamma. Una promessa che si materializza presto, con colori invincibili e profumi deliziosi.

E come può regnare la morte, papà? Anche lì? Che sia un treno in viaggio senza un perché, o un camion carico di follia o di odio.

Io non posso pensare a Nizza, o impazzisco.

Non posso che pensare che a Nizza, e piango.

Notte e non posso pensare (che) a Nizza.

lunedì 30 maggio 2016

Notte e scusami Sara per l'eternità

Per l'intera giornata ho cercato di rimuovere invano questa angoscia. Questo dolore fitto e insopportabile della tua fine, Sara.

E quanto orrore. E quante parole. Io posso solo donarti il mio silenzio, Sara.

Potevi essere mia figlia e ti cerco, in quella strada maledetta. Sentirò ancora altre parole e mi faranno solo più male.

Non a te, che di male non hai fatto nulla e quindi nulla potrai più subire. Scusami, Sara, che non ho saputo proteggerti. Scusami Sara, se non mi sono fermata, se non ho capito, se sono passata troppo tardi o troppo tardi. Perché ciò che fa o non fa ciascuno uno di noi, ci unisce tutti. Scusami Sara, se faccio parte di questa umanità fottuta.  E fottuti siamo, se sappiamo concepire simili delitti.

Scusami Sara per l'eternità.

Notte e scusami Sara.

lunedì 2 maggio 2016

Notte e la colomba bianca

Compare nel prato verdissimo di pioggia, a racimolare le briciole lasciate dai piccioni.

Lei che è una colomba bianca, impettita ma non arrogante, la coda simile a uno sbuffo diventato sorriso.

Dicono che da qualche giorno vaghi lì. E quando la si osserva troppo, peggio, se ne parla, si rifugia sulla balaustra di un balcone e scruta di tanto in tanto i passanti.

Più tardi sento parlare in tv di disegni di bambini sballottati tra male e speranza. Uno di quei fogli vede una colomba bianca al centro.

E mi viene da pensare che forse lei sia volata via da lì.

Notte e la colomba bianca.

domenica 10 gennaio 2016

Notte eppure c'è pace

È tornata la febbre, complice il gelo allo stadio, ed è il minore dei mali. Anche perdere una partita, pur desolatamente, è sopportabile.

Un'amica ha perso piuttosto una persona cara, una parte di sé. E quindi, così io.

Ma un'altra è tornata da un lungo viaggio e con un gruppo speciale si riesce a imbastire un brindisi. Quanto affetto mi insegue, più forte di ogni tormento e  veleno.

Già, mi dicono che si aggirino i consueti avvelenatori, ma io non ci faccio caso da un pezzo.

Così strano che con la febbre avverta anche qualcos'altro: credo si chiami pace.

Notte eppure c'è pace.

giovedì 7 gennaio 2016

Quasi giustizia

Questa ribellione discreta, sotto forma di vento, mi pare quasi un'ammirevole forma di giustizia.

Come a dire: tu volevi dormire? Volevi un silenzio assoluto?

Be', pensi di potertelo permettere? Voci inseguono, sempre. E anche rumori più spiacevoli, come scoppi e urla disperate.

E' quasi giustizia, che il vento sussurri, bussi delicatamente alle persiane e ti ricordi che la pace oggi solo nei sogni può riposare.

Domani, forse andrà peggio, visti i precedenti. Ma non posso stare a pensarci: devo ascoltare il vento.

venerdì 27 novembre 2015

Allergica alle divisioni

Sono fatta male, mica è una virtù. Sono allergica alle divisioni, e dire che in matematica mi venivano bene. Mi provocano il prurito i litigi a ogni costo, specialmente quando si fa del bene o quando si dovrebbe essere amici.


Probabilmente, accade così per viltà, mia.

Sarò una debole, certo. Ma non sopporto chi è sempre aggressivo, a ogni costo,  chi sta bene nell'arena e pensa che dovresti restargli accanto a sbranare o a prendere una parte, quella giusta naturalmente. Chi ti morde e poi si lamenta che ti allontani. Preferivi che ti mordessi, a mia volta?

Non riesco, non più, non davvero. E quando lo faccio, mi sento uno straccio.

Allergica alle divisioni, perché tanto non devo far tornare i conti. Il cuore se ne sbatte delle cifre.


martedì 24 novembre 2015

Per me la pace

Per me la pace è ascoltare prima il mio cuore prima del flusso di pensiero certificato dai social. Piangere tutti, senza sentire esaurito il compito. Anzi, avvertire come non abbia fatto quasi nulla.

Per me la pace è ribellarmi ai luoghi comuni, dei razzisti dichiarati o dei solo apparenti pacifisti, di chi viene bollato come rozzo o come intellettuale.

Per me la pace è ragionare con la mia testa, malconcia, malferma.

E prima di tutto capire, che della pace non sono degna nemmeno lontanamente.