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domenica 2 luglio 2017

Notte e in una notte senza Jim

Quando si affaccia questa notte, si apre una finestra sugli intrecci delle nostre vite. A tre anni attraversi cose poco memorabili con la tua minuscola esistenza, eppure  ti segnano senza che tu te ne accorga: avrai tutto il tempo per scoprirle. Nel frattempo, in una notte senza tempo Jim Morrison scivolava via.

In queste ore, mi accompagna sempre la Casa dei giacinti. Per quei presagi, per quella fiducia in un unico nuovo amico, che è la fine, per quello smarrimento quando ti accorgi che un altro ha buttato via l'unica carta in cui confidavi.

In queste ore, mi trovo sempre a camminare a Parigi, sotto le finestre di una casa a chiedere che questo finale non vada in porto. Che forse, nessun finale ci sia. E quando rimetto la cassetta, per sentirmi addosso tutti questi anni con maggiore, autofustigante efficacia, ci credo davvero.

Notte e in una notte senza Jim.




http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Homepage/216334_jim_morrison_c_stato_un_tempo_ma_nulla_sa_realmente_finire/

sabato 2 luglio 2016

Ci sono notti maledette come questa

Poi ci sono notti maledette come questa. In cui si avverano i presagi e nessuno può sventarli.

Sei a Parigi, in un valzer che non può giungere all'inverno, ma si dissolve con l'estate. Quante volte sono passata davanti alla casa effimera della morte o a quella più labile ancora della tomba, Jim. 

Quando le farfalle urlano ancora, anzi urlano veramente lassù.

Ci sono notti maledette in cui ti devi congedare da qualcuno, anche quando non lo conosci ancora.

Che sia Jim Morrison o una vittima dell'odio, c'è sempre un sortilegio che sembra riaffiorare su una notte di luglio.

lunedì 23 novembre 2015

Il momento in cui la kamikaze si fa esplodere

Il momento in cui la kamikaze si fa esplodere, il video in cui ci mostrate in modo dettagliato in questi istanti, sapete quanto mi interessa?

Zero. Meno di voi.

Per lei, in qualche modo, pregherò.

Ma voi, ma noi, che speranza abbiamo, tra tutti questi clic?

martedì 17 novembre 2015

Potete continuare a sognare

Un ebreo accoltellato a Milano, aggiungiamo "ortodosso" a marcare rassicuranti distanze. E Parigi, è terribile, ma mai abbastanza a vicino. Israele, che bastardi a reagire: lo possiamo dire, noi che siamo così concilianti con il mondo (quasi) intero, a parole.

Abbiamo soluzioni per tutti.

Potete continuare a sognare, in tranquillità, senza paura. Tanto mica tocca voi. Possiamo.

Finché non tocca a voi, a noi. E non lo dice quella stupida della Malu. Lo diceva un certo Brecht.

lunedì 16 novembre 2015

Notte e abbiamo perso Valeria

Chiedo perdono a un'amica, che ho afflitto con pessimismo cosmico. E suffragato dalla realtà.

Lei crede nell'esistenza di persone meravigliose. Io pure, ma si contano sulle dita di una mano, e certo non rientro, su questo nessun dubbio. Ma anche attorno ne vedo pochissime.

Lei controbatte: ma non hai visto che donna incredibile l'italiana uccisa a Parigi?

Certo, le rispondo, ma è morta.

Le persone meravigliose sono - quasi tutte - morte.

Le rispondo come un monello incazzato, e ne ho tutte le ragioni. Oh sì, i monelli incazzati hanno sempre ragione.

Finché capisco questo: abbiamo perso Valeria. I suoi cari, e tutti noi, in questo momento. Valeria, una vita giovane e impegnata.

La speranza.

Notte e abbiamo perso Valeria.

Le lacrime di un nonno

Tra gli auguri a un nonno, spuntano le sue lacrime. Pensa ai suoi anni, ai suoi acciacchi, al tempo che scava il tempo?

- Penso a Parigi, a tutta questa morte, alla guerra. Dove andranno i miei nipoti?

Le lacrime di un uomo che dalla distruzione ha saputo costruire e ora si guarda attorno, sono le più terribili. Le  lacrime di un uomo che non osa guardare avanti, per amore.

Le lacrime di un nonno.

Morti contro morti (per colpa dei morti)

Soffro, no, cerco di soffrire per tutti i  morti: sarei ipocrita, se lo dichiarassi come atteggiamento spontaneo. Il mio cuore bastardo corre dove si è più vicini, poi si rende conto che non esiste confine di umanità.

Ma piango ancora di più vedendo contrapporre i morti ai morti: non abbracciarli insieme, ma proclamare guerre rabbiose su chi conta di più. Questo non significa che siamo migliori. Significa solo che siamo più morti di loro.

sabato 14 novembre 2015

Notte ed era il posto più bello del mondo

Sono stata solo a Parigi, di tutti i luoghi martoriati di queste ore, e cerco di giustificarmi così. Ho dormito o non ho dormito affatto, a caccia delle ultime luci. Ho respirato l'aria gelida o la primavera, sentendo la vita.

Ma degli altri Paesi dove hanno calpestato tante vite, non ho condiviso nulla. Tranne il Libano, dove non sono mai stata. Eppure un'amica abita poco lontana, quasi lo accarezza. E papà, quando vedeva lo scempio in tv, sapeva che era realtà. Piangeva: era così bella questa terra, quasi latte e miele, la chiamavano la Svizzera e ora solo macerie.

Forse, il posto più bello del mondo è dove hai dormito o non hai dormito affatto, a caccia delle ultime luci. Hai riso o ballato con la sua gente. Hai respirato l'aria gelida o la primavera, sentendo la vita.

Ma ogni posto merita le tue lacrime. Ogni posto merita che ti indigni, prima di tutto con te stesso.

Notte ed era il posto più bello del mondo.

venerdì 13 novembre 2015

Notte e feriscimi quando c'è l'amicizia

Dovrei stupirmi che il peggio avviene mentre risuona la parola "amichevole"?

In questa umanità, che comprende te e me, non esiste amichevole. Una cade e l'altra la costringe a rimanere a terra. Ma no per proteggerla.

Esiste un'umanità, quella che si accanisce in nome di poche, orribili certezze che fanno pena. E una, più silenziosa, che cerca di curarsi le ferite, con frammenti d'amore.

E' tutta qui, la nostra miseria.

Notte e feriscimi quando c'è l'amicizia.

E Parigi che brucia (non voglio crederci)

Esplosioni e devastazioni, che vengono gridate. Parigi che brucia. Sembra un vecchio titolo, invece è scavato dentro di noi.

E penso indietro, tanti anni indietro. Quando ero a Parigi con la mia sorellina greca, e la attraversavo in un giorno con spensieratezza, nella sua immensità. Invece, fuori veniva urlata la verità: c'è orrore, c'è morte.

Quella sera, quando chiamai a casa e in un altro luogo caro di Francia, nell'era pre cellulari, sentii diverse voci piangere la stessa domanda: stai bene?

Perché, che cosa è successo in questa immensa Parigi che mi sta abbracciando? Non ci volevo credere.

Forse, non voglio crederci nemmeno ora.

mercoledì 2 luglio 2014

Notte tornando a Parigi (per una fine che mai ci sarà)

Ogni esordio timido di luglio torniamo a Parigi. Il tempo di una carezza e di una preghiera.

Non ci interessano i gialli, né le canzoni che non udremo mai: ci sono quelle che ci accompagnano ogni giorno.

Jim Morrison se ne va e ogni anno ci sembra di accompagnarlo a quella soglia misteriosa, a quel luogo che lui aveva ritratto con la sua anima e quelle degli altri.

Notte, tornando a Parigi per una fine che non ci sarà, mai veramente.