sabato 7 luglio 2018

Tu sosia

Raramente ti concedi agli specchi, come se rubassero l'anima.


Poi, in balìa dei ricordi scolastici, ti concedi e urli come Heine. Tu sosia, patetico doppione. Io ti stavo persino ad ascoltare, finché ho colto un noto luccichio.

Così incatenata a te, da fissarti nell'anima.

Quasi quasi capisco di essere libera e ti sorrido, amico sosia finalmente alle mie spalle. Qualcosa a cui assomiglio, ma non sono, se ne va.


Du Doppelgänger 



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