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mercoledì 24 maggio 2017

Notte e la guerra è finita

Alla messa in memoria di Angioletto Castiglioni torniamo sui suoi passi durante la Marcia della Morte. Via dal lager di Flossenburg, verso luoghi dove si prendano cura di lui. E poi verso casa, da dove manca da sette mesi… da una vita, tanto che non lo riconoscono più.

Mi piace che legga quelle sue riflessioni una crocerossina, così come una crocerossina fu il primo volto amico che Angioletto vide.

Voglio scappare via da quei luoghi d'orrore, a maggior ragione adesso che l'orrore non si placa, e cerco di seguire il viaggio della speranza, ancora intriso di dolore, del deportato.

Tra le sue frasi, mi aggrappo a una: la guerra è finita.

Oggi mi sembra solo cominciata, ma poi mi affido al mio cuore e a Chi ci mormora dentro, anche nonostante me stessa. E forse ci credo anch'io.

Notte e la guerra è finita.

giovedì 23 luglio 2015

I fiori degli amici

I fiori degli amici, gli amici sono fiori.

Quando le poesie sono cariche di meraviglia e uniscono le persone, compiono questi miracoli.

Sala Monaco, biblioteca. Rosella, Loredana, Antonio, Pietro. Poi Michele, Luigi, Aurora, Anna Maria. Quanti altri ancora.

Tre rose, per tre maestri e Amici.

E noi abbracciati dai fiordalisi, che crescono e spuntano con gioia in ogni angolo. Fiordalisi è il libro con cui coltivare la pace, anche prendendosi cura del tempio civico, del campo proprio della pace che Busto ha seminato grazie alla testimonianza di Angioletto Castiglioni. C'è speranza oltre l'orrore di Flossenburg, oltre ogni orrore.

Conosco da tanti anni Rosella Formenti, eppure mi stupisce sempre. Anche in queste pagine, anche stasera, anche domani. 

I fiori degli amici questa musica che non strilla, ma che profuma l'aria troppo intrisa ancora di dolore.

I fiori degli amici, colorano la biblioteca questa sera e sono pronti già a viaggiare oltre, con un sorriso di gratitudine.

Grazie, Rosella.











mercoledì 22 luglio 2015

I fiordalisi, la musica e un angelo

In questi giorni di luglio, Angioletto Castiglioni parte da Praga, verso la sua città. Ha un bastone e una forza interiore che lo allontana dai luoghi del martirio di tanti innocenti, ma la memoria e il cuore non possono certo voltare pagina.

Piuttosto, appena potrà, porterà la loro voce in tante altre pagine di vita, di incontri, di coraggio.

Pagine. Come quelle che il 23 luglio Rosella Formenti offrirà alla sua città nella sala Monaco della biblioteca di Busto. Fiordalisi, poesie e pensieri: mi ha commosso subito che Rosella sia partita da questi fiori bellissimi e quasi dimenticati e l'abbia fatto attraverso lo strumento dei versi.

Conosco Rosella, giornalista appassionata, oserei definirla indomita, da più di vent'anni: la vedo impegnata nelle battaglie per gli ultimi con la penna e con gesti silenziosi. La vedo accanto ad Angioletto, con devozione, fino all'ultimo e oltre.  Lei non ama parlare di sé e per questo pudore mi fermo qui.

Voglio però parlare di quelle poesie, di quei versi, che conducono in un'altra dimensione pur restando abbracciati al nostro mondo. Che raccontano attraverso la musica, i fiori, il dolore e la speranza ciò che siamo capaci di essere, se lo vogliamo. 

Pagine unite dall'amore per il tempio civico che, grazie ad Angioletto, ha reso Busto speciale: un luogo del ricordo delle vittime nel nome della pace. In questo 2015 di anniversario doloroso, queste parole e i sentimenti che le plasmano vanno ai caduti della prima guerra mondiale, del secondo conflitto che sconvolto il pianeta e dei campi di odio e sterminio.

Giovedì sera ci sarà Loredana Vaccani, altra donna che ama la cultura e la semina senza far rumore, ad accompagnarci in questi versi. 

E Angioletto, che sorride, tra i fiordalisi e note che non possiamo ancora cogliere in tutto il loro splendore.

Giovedì 23 luglio, ore 21, biblioteca. 

giovedì 4 dicembre 2014

Notte cercando la libertà

Il mio maestro è fatto così. Ti dona il sorriso, ma non si presta a quello facile. Ti spiazza, se deve, anche se è una festa di Natale. E poi a questo dovrebbe servire - perdona il pessimo verbo, Signui - il Natale, a spiazzare.

Così legge una poesia di Angelo Castiglioni. Cita l'anno e lo dice anche solo per farci annuire di presagio. La guerra, la deportazione. Natale nel carcere di Monza. Il peggio che deve ancora accadere, nonostante sia terribile quel Natale dietro le sbarre, senza aver compiuto niente di male.

Il lager. I bambini, l'orrore, il sacrificio, la generosità, la marcia della morte.

Più tardi. Ora c'è Natale, una stella e un'unghia del dito che traccia una speranza.

La libertà.

Notte cercando la libertà.



mercoledì 23 maggio 2012

Ciao Angioletto (era una giornata vuota fino all'arcobaleno)


Era una giornata a cui non credevamo, poiché tu ci avevi sempre accompagnati. Era una giornata improvvisamente divenuta vuota, perché ci entrasse il dolore di averti perso, con la tua battaglia, la tua dedizione, i tuoi incoraggiamenti, il tuo sorriso.

Vuoto.  Non  arriva più la vespa davanti al tuo ufficio, e tanti si aggirano sperduti.

Era una giornata vuota, finché abbiamo visto uno, due, mille volti in cerca di te. Finché abbiamo constatato come tanti, anche insospettabili, ti seguivano. Ci ha pensato pure il cielo a non rimanere vuoto e desolato.

Era una giornata triste e vuota fino all’arcobaleno. Poi ci sei stato ancora Tu

dedicato ad Angioletto Castiglioni