venerdì 27 settembre 2013

Lemmy scrive, io obbedisco (più di una canzone per il giorno)

Se non si può piangere, se non si può ridere, che vita assurda. Se non si può indossare una maglietta (ma si possono incollare centimetri dubbi) per andare a scuola, vale la pena indignarsi anche per questo, che ne dite.

Ascolto "Crying shame", il nuovo singolo dei Motorhead, e penso che la musica possa essere sempre così, ruvida, sincera, anche spiacevole se deve, basta che non tiri fuori il male di noi, se non per farlo svanire.

Lemmy dice di votare il nuovo capolavoro di Aftershock e chi sono io per non obbedire. L'ho anche twittato ieri sera "please people obey" e i Motorhead l'hanno gentilmente aggiunto ai preferiti.

Crescendo (si dice così, non invecchiando, Arguta Paffuta), sapete che ho accettato che la musica alzasse il volume. Forse cercavo una formula aggiunta di libertà, in questo universo di note illusorie. Le idee di Lemmy non sono proprio le mie, ma amo la persuasione di fare ciò che si crede, non ciò che ti dicono a priori.

Amo anche che un ragazzino sia mandato a casa da scuola, perché la sua maglietta dei Motorhead fa pensare a qualche gang strana, e il gruppo gli manda subito il suo affetto. La risposta di Lemmy, da antologia. Ecco, non lasciamo che nessuno ci dica cosa dobbiamo indossare nel cuore.

Questa è più di una canzone per il giorno.


Taylor-
Thank you for your diligent defense of Motörhead…glad we’re still worthy!
Don’t ever let the b******s grind ya down!
Lemmy

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