lunedì 15 giugno 2020

Docilmente come la gentilezza


Stop senza go per ora: seconda tappa per cercare di rimettersi in piedi e non ripiombare dentro un lockdown su misura. Il mattino è insopportabile, finché mi fermo a bere un caffè. Tutti sono gentili al balenare delle stampelle, dall'apertura della porta al "Si fermi lì che ci penso io". Rientro in ospedale più docile, docile a quello che stanno decidendo per me. 

Quando esco, devo aspettare un'altra persona cortese (quanti angeli, sulla mia strada) che venga a prendermi e scelgo una dose di dolcezza in più. Una vespa viene a curiosare e chi sono io per mandarla via. Docile anche con lei, e ci mancherebbe: minuscola eppure così temuta da me quand'ero bambina. Va bene, anche quando mi trovo al chiuso con lei.

Docilmente, come la gentilezza, un sbuffo di zucchero che vola via lasciandoti una nuvola di fiducia, perché a qualcosa tutto questo e molto altro servirà.

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