martedì 24 giugno 2014

La mia nazionale

Altare e polvere alternati con toni alle stelle. E tutto diventa serio e definitivo. Questione di vita e di morte su cui scannarsi.

Ma io mica li tifavo perché erano eroi, premi Nobel, profeti di umiltà, esempi di vita. Mica li ho sostenuti perché sono ubriaca di pallone.

Era la mia nazionale, tutto qui. Come mi rende fiera ogni risultato di questa nazione, mi spiace il suo andare allo sbando in faccende più serie. Ma non smetto di amarlo, questo Paese, cercando di lavorare per  il suo bene nel mio piccolo. E neanche quella maglia, sgualcita e simbolo di qualcosa più importante per cui sono fortunata: avere una nazione, viverci e da qui amare il mondo.

1 commento:

  1. Si, condivido, ma con meno denari sonanti per la conquista di privilegi... da eroi!

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