giovedì 4 aprile 2013

Noi che non ridiamo

Mi addormento con la preghiera che tutto sia follia astratta. Ma noi che siamo stati scossi da "The day after" a scuola e ci urlavano che questo ci attendeva... noi che solevamo scandire le frasi di Sting, quel suo appello ai russi di amare i bambini e a noi di crederci. Ci arrampicavamo su illusioni, perché avevamo perso le speranze, e guarda cosa ci hanno regalato quegli anni.

Ma ciò che è rimasto, è l'incapacità di ridere delle minacce di un dittatore e di tutto ciò che ruota intorno. Di sentire l'amaro in bocca, anche se non siamo al sicuro da un pezzo. Prima che le torri si sbriciolassero, ce lo gridavano i machete.


Eccoci qui, poco convinti, poco fiduciosi. E incapaci di ridere.


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